domenica 22 novembre 2009

Un esperto di Nostradamus: nel 2012 non ci sarà la fine del mondo

Sì, il 2012 va bene, ma che ne pensa Nostradamus ?

La domanda non è così peregrina, visto che si parla di profezie, e noi di Mysterium sappiamo ormai da quasi due anni - da quando abbiamo cominciato a parlare tra i primi in Italia di questo curioso fenomeno - quanto al 2012 e alla cosiddetta profezia Maya siano legate ansie millenaristiche e spirito dei tempi.
Trattandosi di una profezia è allora molto opportuno andare a spulciare l'opinione del massimo esperto universale di profezie, ovvero Nostradamus, colui che fu definito un ciarlatano, oppure il massimo illuminato dell'umanità. Misteriosa figura intorno cui ancora oggi fioriscono serissimi studi internazionali.
Quanto mai azzeccata è perciò l'iniziativa presa dall'Agenzia Adnkronos di interpellare Ranucio Boscolo, uno dei maggiori esegeti delle profezie di Nostradamus e del suo maestro Sigismondo Fanti, autore della Summa Prophetica, alla quale si ispiro' il grande astrologo francese. Ed ecco cosa ne dice l'esperto.

"Nel 2012 non ci sara' la fine del mondo - sostiene Boscolo - la catastrofe che qualcuno ha propagandato potrebbe rivelarsi la solita americanata. Ogni volta che sono piovute interpretazioni sensazionali sulla fine del mondo si sono sempre rivelate bolle di sapone".
In particolare Boscolo, a suffraggio della sua tesi, richiama un verso di una citazione contenuta negli scritti di Fanti: "Quando l'auge del Sol in Capricorno". Questa frase, spiega l'esegeta, "indica il sole al 21 dicembre". Da qui la deduzione secondo la quale, "qualunque cosa avverra' quel giorno sara' legata al sole e a qualunque effetto astronomico che avra' sugli altri pianeti".
"Probabilmente Fanti si riferiva a un fenomeno astronomico come potrebbe essere un eclisse - spiega Boscolo - dopo la quale il mondo dovra' ritornare al sole. Ci auguriamo che il mondo aprira' gli occhi su una nuova realta"'. E se c'e' chi pensa agli Ufo, Boscolo ricorda anche che "il 2012 corrisponde al 5772 nel calendario ebraico, una data importante, in cui potrebbe verificarsi il raggiungimento del vero confronto tra Occidente e Oriente". Potremmo percio' aspettarci "il raggiungimento di un equilibrio tra i due blocchi seguito a un grande confronto. Ci potrebbe essere una nuova Lepanto - aggiunge lo studioso - Non sara' tutto rosa e fiori, ma l'importante e' saper cogliere i segnali del sole: quando ci sono segni nel sole non vanno mai presi sotto gamba".
Fonte: http://mysterium.blogosfere.it/

Scoperte sul DNA in Russia


Molti maestri spirituali sanno già da tempo che il nostro corpo può essere programmato da lingua, parole e pensieri. Ora questo è stato scientificamente provato. Il DNA umano funziona come una specie di “Internet biologico“, ed è sotto molti aspetti superiore a quello artificiale. Nuove ricerche scientifiche in Russia, direttamente o indirettamente, spiegano fenomeni quali chiaroveggenza, intuizione, guarigioni spontanee e guarigioni a distanza, autoguarigioni, tecniche di affermazione, aloni di luce attorno alle persone e molto altro. In più si potrebbe affermare una medicina completamente nuova, nella quale il DNA può essere riprogrammato con delle parole e frequenze, SENZA LA NECESSITÀ di prelevare e reintrodurre singoli geni. Soltanto il 10 per cento del nostro DNA serve a produrre le proteine, ed è questo 10 per cento che viene esaminato dai ricercatori occidentali. Il rimanente 90 per cento viene considerato “junk DNA“, DNA spazzatura. Tuttavia i ricercatori russi, convinti che la natura non abbia creato questo 90 per cento a caso, hanno esplorato questo 90 per cento del DNA assieme a linguisti e genetisti. I risultati di questa ricerca sono semplicemente rivoluzionari !

CERN: si apriranno varchi per dimensioni alternative?


Sergio Bertolucci, italiano con l’incarico di Director of Research and Scientific Computing al CERN di Ginevra, ha dichiarato ai reporter di The Register: “La macchina [LHC] potrebbe creare o scoprire dei fenomeni scientifici mai immaginati prima, o “misteri sconosciuti“, per esempio dimensioni alternative. Da questa porta potrebbe uscire qualcosa, o potremmo inviare qualcosa attraverso essa.”Se l’ipotesi sembra fantascientica, in realtà non si sa bene quale potrebbe essere il risultato della sperimentazione che ha come scopo quello di rilevare il Bosone di Higgs, la “particella di Dio” (definizione non molto corretta) che promette di aiutarci a scoprire alcuni dei misteri della fisica che rimangono impermeabili alle nostre indagini. Le collisioni tra particelle atomiche che avverranno all’ interno dell’ LHC pare possano riprodurre le condizioni dell’universo di miliardi di anni fa, poco dopo il Big bang, quando tutto quello che conosciamo non esisteva, e la particella di materia più grande era probabilmente delle dimensioni di un protone.Ora, molti di noi hanno in mente i film di fantascienza popolati da porte iperdimensionali che i protagonisti attraversano come se nulla fosse. Il problema di solito è cosa c’è dall’altra parte: non si trova mai il paradiso terrestre, o una parte vuota dello spazio, ma si incappa sempre in qualche problema.
Bene, iniziamo subito col dire che sono soltanto film. Alcuni fenomeni inaspettati sono previsti dalla serie di esperimenti che vedranno coinvolto il Large Hadron Collider. Di certo però si esclude la creazione di un buco nero che possa inghiottire l’umanità intera ed la Terra, o la liquefazione del nostro pianeta e di tutte le forme di vita che ospita; ovviamente tutto questo è da considerarsi spazzatura priva di fondamenti scientifici, anche minimi.Tuttavia alcuni dei cervelloni coinvolti e non negli esperimenti hanno ipotizzato che potrebbero aprirsi dei varchi temporanei verso dimensioni parallele, collegati ad universi alternativi. E se ad ipotizzare una cosa del genere è anche il direttore della ricerca del CERN Sergio Bertolucci, possiamo per lo meno prendere in considerazione l’eventualità, seppure remota.
Se poi lo conferma anche Mike Lamont, addetto alla sala di controllo dell’ LHC, dicendo “Speriamo di vedere la supersimmetria e dimensioni alternative”, non si tratta soltanto delle speculazioni di un folle, ma di uno degli obiettivi della ricerca. Procedendo con l’intervista a Lamont, alla domanda “secondo lei sarà possibile che qualcosa possa uscire da quelle dimensioni alternative?” risponde “Beh, Bertolucci è un fisico teorico”, lasciando pensare che si, è possibile, ma IN TEORIA. Senza contare che lo stesso Bertolucci sostiene che si, è possibile aprire una “porta” a dimensioni alternative, ma il tempo di apertura sarebbe brevissimo (10 alla -26 secondi) anche per un apparato potentissimo come l’ LHC. Potrebbe passare qualche particella, insomma, ma di sicuro non saremo invasi da alieni extradimensionali, o da un gruppo di nazisti che, in una realtà alternativa, ha vinto la Seconda Guerra Mondiale. Quello che sappiamo è che la possibilità di aprire un varco, seppure per un tempo brevissimo, verso un’altra dimensione c’è, ed al CERN sperano proprio di ottenerlo tramite il Large Hadron Colliden.
Altra certezza, per rassicurare i più ansiosi, è che niente di tutto questo potrà destabilizzare il mondo a 4 dimensioni che conosciamo.

Fonte: http://www.ditadifulmine.com/2009/11/lhc-aprira-un-varco-verso-dimensioni.html

Brasile: durante il “big blackout” elettrico avvistato un UFO?


La notte del 11 novembre 2009 27 stati del Brasile con circa 50 milioni di persone sono rimasti al buio per circa tre ore. Ignote per il momento le cause. Si è parlato di un fulmine, un guasto tecnico oppure di un fantomatico attacco di un hacker. Ma restano solo ipotesi di lavoro. Ma una testimonianza, che è stata pubblicata dal sito americano http://www.ufocasebook.com , potrebbe far pendere la causa su qualcosa di “esogeno” al nostro pianeta. Ad un UFO. E non è la prima volta che gli UFOs causerebbero danni del genere. La casistica è immane. Ma passiamo al caso brasiliano. Ecco cosa dice il testimone, che ha fatto anche una ricostruzione dell’oggetto avvistato: ”Sono andato a letto molto presto, mi annoiavo. Mi sono steso a letto a controllare la posta e gli orari sul mio cellulare, alle ore 00:45 circa. Attraverso la finestra ho visto delle luci volare sopra il mio palazzo. Sono corso alla finestra pensando che potesse essere un aereo, ma il traffico aereo è operativo fino alle ore 23.00. Non era un aereo oppure un elicottero. Per alcuni secondi, mentre era ancora in cielo, ho potuto vedere chiaramente che si trattava di un oggetto scuro, nero, di forma rettangolare, con quattro luci bianche di luminosità costante a ogni estremità e due luci rosse lampeggianti in basso che lampeggiavano in modo diverso dalle altre. Ho cercato di filmare l’oggetto con il telefono cellulare, ma non potevo catturare nulla. Non ho idea a quale altezza si trovasse, ma sembrava piuttosto basso. Non c’era alcun suono e sembrava essere più piccolo e più veloce di un aereo commerciale. Come si è allontanato, non riuscivo più a vedere la parte solida e scura dell’oggetto, ma solo le sue luci rosse lampeggianti e le luci bianche statiche. L’oggetto è comparso ad est e si è spostato poi verso ovest, e l’ho visto fino a quando non è scomparso in lontananza. Tutto questo è durato circa 1 minuto e 5 secondi. Sto facendo alcune ricerche su Internet, per cercare di trovare qualche relazione di avvistamento da parte di altre persone che hanno potuto vedere la stessa che ho visto io, ma fino ad oggi ho solo trovato un tizio di Rio de Janeiro, che ha visto un simile oggetto pochi minuti prima di me.”

Fonte: http://noiegliextraterrestri.blogspot.com

Paleontologia: scoperti fossili di nuovi e strani coccodrilli

Cinque nuove specie di coccodrilli sono stati trovati tra le sabbie del Sahara dagli archeologi del National Geographic Explorer-in-Residence guidato da Paul Sereno.
I cinque fossili abitavano il Gondwana, la massa continentale che occupava l’emisfero Sud della Terra circa 100 milioni di anni fa, quando il Niger e il Marocco erano ricoperti da una rigogliosa vegetazione solcata da grandi fiumi abitati da famiglie di questi rettili.
I coccodrilli che abitavano il Niger ed il Marocco erano animali del tutto diversi dalle specie che abitavano nei continenti del Nord, e cosa che rende la scoperta degli archeologi ancora più interessante è che le specie, che appartengono allo stesso periodo cronologico, sono state ritrovate tutte nella stessa area geografica. La specie più stupefacente scoperta da Sereno ed il suo team è il Supercroc, un gigante di 12 metri di lunghezza ed un peso di 8 tonnellate, nome scientifico Imperator Sarcosuchus. I coccodrilli fossili scoperti nel Sahara avevano andatura verticale ed agile, braccia e gambe con piedi sotto il corpo come i mammiferi terrestri anziché distese ai lati e petto che tocca il suolo come i coccodrilli odierni. Con tutta probabilità questi animali correvano sulla terraferma e poi si immergevano in acqua ed usavano il movimento della coda e del corpo come propulsione per nuotare ed andare alla ricerca di pesce e prede. Alcuni di loro mangiavano piante ed altri addirittura gli altri dinosauri.
Ecco una breve descrizione delle cinque nuove specie:



BoarCroc: Sei metri di lunghezza, andatura eretta, un mangiatore di carne con muso corazzato e fornito di zanne per tagliare la carne, muso rinforzato con armatura ossea, si nutriva di dinosauri. Zona Niger.


PancakeCroc: Sei metri di lunghezza, con tre strati di scorza dura sul capo, mascelle dotate di una fila di denti appuntiti. Si nutriva di pesce. La tecnica con la quale si procurava le prede era quella di aspettare che esse nuotassero entro il suo raggio di azione. Zona Niger e Marocco.

DuckCroc: Lungo un metro, andatura eretta, era un coccodrillo fornito di becco lungo e liscio, possedeva un olfetto sensibilissimo e denti uncinati. Fiutava la vegetazione e le acque poco profonde in cerca di rane, larve e piccoli pesci. Zona Niger.

DogCroc: Lungo un metro, andatura eretta, erbivoro, con zampe molto sottili, in teoria usate per la corsa. Zona Niger.

RatCroc: Lungo un metro, andatura eretta, mangiatore di larve. Denti utilizzati per scavare il terreno alla ricerca di tuberi e insetti. Zona Marocco.

Fonte: http://periodicoitaliano.info/2009/11/20/coccodrilli-fossili-emergono-dal-sahara/

Ricerca: è possibile costruire navi spaziali a propulsione a “buchi neri”


In un futuro prossimo forse sarà possibile esplorare la galassia con astronavi con propulsione a “buchi neri”. O almeno così affermano due scienziati della Kansas University: Louis Crane e Shawn Westmoreland. Propongono un modo originale per utilizzare i buchi neri come combustibile, che è del tutto entro i limiti della fisica e della tecnologia come li conosciamo, ma avrebbe un impatto fenomenale in termini ingegneristici. Il punto cruciale della loro idea consiste nell’utilizzare un laser per formare un micro buco nero. Questo sarebbe un Schwarzschild, un buco nero con emissione di radiazione di Hawking; e più sarà piccolo il buco nero, più genererà energia. Naturalmente creare un buco nero non è l’impresa più facile del mondo. In primo luogo ci vuole una quantità enorme di energia. Crane e Westmoreland propongono un pannello solare di 370 km2, in un’orbita distante un milione di chilometri dalla superficie del sole, che, se in perfetta efficienza, dovrebbe essere in grado di raccogliere abbastanza energia per generare un buco nero. Come affermano Crane e Westmoreland: “Una civiltà equipaggiata con questa tipologia di propulsione sarebbe incredibilmente ricca di energia. Potrebbe esplorare la galassia a suo piacimento”. Non vi ricorda la propulsione a curvatura di Star Trek attuata da Zefram Cochrane nell’aprile 2063? Mancano “solo” cinquantatrè anni… Siamo pronti per il primo contatto?

Fonte: http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/13022/astronavi-con-motore-a-buchi-neri/

Scoperta una metropoli risalente a circa…200mila anni fa?


Sono sempre stati lì. Qualcuno li aveva già notati prima, ma nessuno riusciva a ricordare chi li avesse fatti – o perché? Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva nemmeno quanti fossero. Ora sono dappertutto, a migliaia, anzi no, centinaia di migliaia! E la storia che raccontano è la storia più importante dell’umanità. Ma c’è chi potrebbe non essere pronto ad ascoltare.
Qualcosa di straordinario è stato scoperto in una zona del Sud Africa, circa 280 km verso l’interno, ad ovest del porto di Maputo (la capitale del Mozambico). Sono i resti d’una grande metropoli che misurava, secondo stime prudenti, circa 5000 km quadrati. Faceva parte di una comunità ancora più ampia, di circa 35.000 chilometri quadrati, che sembra essere stata costruita – siete pronti? – dal 160000 al 200000 a.C.!
L’immagine è una vista ravvicinata di poche centinaia di metri del paesaggio, presa da Google-earth. La regione è un po’ remota e i “cerchi” sono stati spesso visti dagli agricoltori locali e dagli indigeni, in passato. Ma, stranamente, nessuno s’è mai preso la briga di informarsi su chi potrebbe averli fatti o quale età potessero avere.
La situazione è cambiata quando se ne è occupato il ricercatore Michael Tellinger, in collaborazione con Johan Heine, un vigile del fuoco locale e pilota che aveva osservato queste rovine negli anni, sorvolando la regione. Heine aveva il vantaggio unico di vedere il numero e la portata di queste strane fondazioni di pietra e sapeva che il loro significato non era apprezzato.

“Quando Johan per primo mi ha fatto conoscere le antiche rovine di pietra dell’Africa australe, non avevo idea delle incredibili scoperte che ne sarebbero seguite, in breve tempo. Le fotografie, i manufatti e le prove che abbiamo accumulato puntano senza dubbio ad una civiltà perduta e sconosciuta, visto che precede tutte le altre – non di poche centinaia d’anni, o di qualche migliaio d’anni… ma di molte migliaia d’anni. Queste scoperte sono così impressionanti che non saranno facilmente digerite dall’opinione ufficiale, dagli storici e dagli archeologi, come abbiamo già sperimentato. E’ necessario un completo mutamento di paradigmi nel nostro modo di vedere la nostra storia umana“. – Tellinger
 Fonte: http://www.laportadeltempo.com/news.asp?ID=4859