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Dieci minuti potrebbero bastare per diagnosticare una delle malattie più “sfuggenti” alle rigide definizioni scientifiche: l’autismo. Per farlo si potrà utilizzare la risonanza magnetica, munita di uno speciale software messo a punto da Christine Ecker dell’Institute of Psychiatry britannico, che ne spiega il funzionamento sul Journal of Neuroscience.
Il programma è in grado di identificare le anomalie anatomiche del cervello che possono segnalare la presenza della patologia. Per dimostrarlo Ecker e il suo team hanno effettuato scansioni cerebrali con risonanza magnetica su 20 adulti con autismo, 20 con disturbi dell’attenzione e 20 individui sani. Insieme alla risonanza, è stato usato il software per analizzare i dati raccolti e identificare le differenze fra i vari gruppi a livello della corteccia cerebrale e della “curvatura” del cervello.
Gli scienziati hanno così potuto elaborare un modello che ha ottenuto un successo del 90% nell’individuare i casi di autismo. Uno strumento che potrà essere particolarmente utile nei bambini, nei quali le differenze a livello cerebrale sono persino più evidenti. Addio dunque a test del comportamento e a lunghe sedute dallo specialista: presto per diagnosticare l’autismo potrebbe bastare una semplice e veloce scansione del cervello.
Tratto da: la Stampa
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